sabato 4 febbraio 2012

27 etapa 72 Km. Puerto Yungay - verso Villa O'Higgins



Dopo essere stato affiancato e superato dai miei amici in moto, arrivo al porticciolo di Puerto Yagan che sono le 9.00.
Scesi dalle moto sono seduti contro il muro di un minimercado.
“Ciao, come si fa il ticket?”.
“Ci siamo informati, il ticket non si fa il ferry è gratis”
Spingo la porta del minimarket ma non si apre.
Riparo gli occhi dai riflessi sulla vetrina per riuscire a vedere dentro.
“E' chiuso, oggi non apre”
“Come non apre?”
“Ci siamo informati, il titolare è andato a Cochrane per fare rifornimenti.”
L'unico minimercado è chiuso.
Villa O'Higgins è a 100 km, un giorno e mezzo di strada, morirò di fame prima di arrivarci.
Faccio l'inventario mentale di quello che c'è di commestibile nelle borse.
Una busta “zuppa liofilizzata del casale”, un rimasuglio del dulce de membrillo, una busta di pasta, delle bustine di tè e yerba mate.
Non morirò di fame ma se non voglio perdere peso e volare via con il primo soffio di vento devo trovare altro combustibile.
Mi dirigo da un gruppetto di quattro persone che stanno conversando.
Si, è l'unico minimercado di Puerto Yagan.
Mi vien voglia di forzare la serratura, vuotarlo di quel che resta e dargli fuoco chiudendo la porta.
Finisco di spiegare la situazione concludendo che molto probabilmente morirò di fame per strada.
Mi consigliano di andare sul ferry e di chiedere al personale può essere che abbiano qualcosa da vendermi.
Ci vado ma non hanno niente per me.
Torno dalla combriccola che mi invita a chiedere al bus dell'esercito parcheggiato più avanti che sta aspettando di imbarcarsi.
Figaro no, l'esercito mi sembra eccessivo.
Uno dei quattro durante il colloquio continua a ripetere: “no, prueva” “no no, prueva”.
Alla fine mi accompagnano loro.
Il capo banda sale sul bus e scende con una borsa termica dalla quale toglie un pezzo di arrosto di un paio di chili. Ne taglia una fettina sottile e me la porge d'assaggio.
Buonissima! Me ne taglia un pezzo da 2 etti e me la mette in un sacchetto con 2 panini.
Quanto devo? Nada.
La voce nel frattempo si è sparsa. Un italiano in bici morirà di fame.
Si avvicina una vecchietta molto a modo e comincia a scrutare la bicicletta. Sta cercando qualcosa che non riesce a trovare.
“Il motore, dov'è il motore?”
Il motore non c'è rispondo, è una bici senza motore.
Si allarma, non ci crede che possa avere fatto tanta strada col solo uso delle gambe.
Lei e altre 3 amiche hanno affittato un piccolo pulmino col quale farsi scorrazzare su e giù per la Patagonia. Chiama l'autista del pulmino e gli chiede di caricarmi con la mia bici e di darmi un passaggio a Villa O'Higgins.
L'autista le risponde che la bici non ci sta ma lei insiste e misura a spanne la bici e l'ingombro del bagagliaio chiedendomi se si possono togliere le borse e la ruota.
Mentre sta prendendo le misure l'autista mi si avvicina e mi dice che non può accopagnarmi perchè il viaggio prevede solo loro come passeggeri e se dovesse succedere qualcosa l'assicurazione non risponderebbe e sarebbero grane.
Grazie ma io non ho intenzione di salire su un pulmino così convinco la premurosa e preoccupata signora che la bici non ci sta.
Allora vai a domandare ai militari se ti portano con loro.
Ho già chiesto ma non vanno a O'Higgins, vanno in una città dalla parte opposta.
Non fa niente vai a chiedere lo stesso, i militari sono brave persone e possono trovarti una soluzione. Se ne vedono così pochi di italiani in Cile che sarebbe un peccato.
Nel frattempo arriva l'autista con un sacchettino per me contenente mezza confezione grande di wafers alla fragola, una busta di marmellata di more già aperta ma con quasi tutto il contenuto, 150 grammi di formaggio e 3 mele verdi.
Ringrazio di cuore e l'autista fa il gesto di sbrigarmi a mettere il sacchetto nella borsa, come se l'avesse rubato.
Si sale sul traghetto ormai la notizia è di dominio pubblico e forse domani la pubblicheranno su qualche giornale locale.
I motociclisti fanno gli offesi. “Ma perchè non l'hai chiesto a noi?”
Perchè anche voi siete in viaggio, avrete fatto i vostri conti e portato il cibo strettamente necessario.
Ma no, siamo in moto. In 3 ore saremo a O'Higgins compreremo li quello che ci serve.
Mi danno un sacchetto con 3 mele verdi, 100 grammi di fichi secchi, 100 grammi di noci sgusciate, un pacchetto di biscotti al cioccolato e un pacchetto quasi nuovo di sigarette.
Se il minimercado fosse stato aperto non avrei acquistato tanto cibo.
Si sbarca dall'altro lato del lago ci si saluta e via.
10 km e incontro un giovane e un vecchio che camminano con stivali di gomma, 2 buoi che li precedono e un cane al seguito. Il giovane porta in spalla una motosega e il vecchio un assicella lunga almeno 4 metri.
Saluto e chiedo se non hanno del pane da vendermi.
Il giovane non si aspettava la domanda e il vecchio gli chiede cosa ho detto non perchè non ha capito ma perchè vuole conferma di avere capito giusto.
Il giovane non si sbilancia e il vecchio tace e guarda per terra mentre cammina, ad un tratto alza la testa di scatto e mostrandomi quattro dita dice: “quatros pan”.
Vanno benissimo, scendo dalla bici e proseguo con loro a piedi. Dopo un chilometro chiedo quanto dista l'estancia. “80 chilometri, Higgins dista 80 chilometri”
Non riformulo la domanda ma prendo una sigaretta dal pacchetto e ne offro una anche a loro.
Il ragazzo esclama un “Bueno” che potrebbe essere l'esclamazione di quando si prende un terno al lotto e il nonno afferra la sigaretta ringraziando con un gesto del capo.
Dopo tre chilometri siamo quasi arrivati perchè il nonno grida qualcosa ai buoi e li vedo entrare in un campo.
Siamo arrivati, mi invitano ad entrare e a sedere vicino alla stufa cucina. Il nonno prende una bacinella e mi fa vedere i quattro panini del giorno prima e poi esce.
Il nipote, Leonel agita la testa dice che il pane è poco ma che adesso ne farà di nuovo.
Occorrerà un'ora.
Mi dispiace lo ringrazio tanto ma non posso fermarmi un ora devo partire subito se voglio arrivare.
Rettifica a mezz'ora il tempo di attesa facendomi capire che sono un ospite gradito.
Accetto l'invito e accende il fuoco.




In Patagonia chi va di fretta è solo chi sta scappando me lo devo ricordare insieme al detto che “la fretta è la migliore maniera per non arrivare.”
Non ho il tempo di descrivere ora nei minimi particolari tutto il tempo passato con Leonel e suo nonno Elanio.
Posso anticipare che queste due ore trascorse con loro bastano e avanzano per dare un senso a tutto il viaggio.

















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6 commenti:

  1. fidec ......
    silvia

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  2. mitico quel nonno, quel nipote, quella capanna, quei 4 pani! eri venuto per la strada, e hai trovato le persone! nonno, vecchiette, compagni di viaggio, perfino i militari! prevedo che il calore di quel nonno e di quei pani ti rimarrà nell'anima più a lungo del freddo dell'altra notte sopra il burrone! pietro

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  3. Il cavallo di casa. Non e' stupendo?

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  4. Mi pare che ci fosse un libro intitolato "Il vecchio e il mare" o forse era "Il vecchio e il nipote" oppure "il vecchio e il cavallo". Non ricordo, forse lo scrisse Hemingway o Bellocchio, boh! Baci

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  5. Mario questa è per te:

    http://grooveshark.com/s/El+Viento/LAJKC?src=5

    EL VIENTO (MANU CHAO)

    El viento viene
    El viento se va
    Por la frontera
    El viento vien
    El viento se va
    El hombre viene
    El hombre se va
    Sin mas razon
    El hombre viene
    El hombre se va
    Ruta Babylon...
    Por la carretera
    La suerte viene
    La suerte se va
    Por la frontera
    La suerte viene
    La suerte se va
    El hombre viene
    El hombre se va
    Sin mas razon
    El hombre viene
    El hombre se va
    Cuando volver
    Por la carretera

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