giovedì 26 gennaio 2012

17 etapa 74 Km. Puyuguapi-Villa Amengual


La mattina a Puyuguapi mentre sono in partenza vedo 5 giovani cicloturisti cileni che stanno facendo colazione nella piazza dove hanno trascorso la notte.
All'uscita del paese c'è un autobus fermo per le operazioni di carico e scarico bagagli.
Chiedo all'autista se la direzione per Coyhaique è giusta e se quella è la Carrettera Austral.
Conferma tutto e aggiunge che quel tratto è molto impegnativo, le salite molto dure e il manto stradale è in alcuni tratti ancora in costruzione però nota e riconosce che ho con me il santino di San Patrizio e che quindi andrà tutto bene.
I primi chilometri di percorso non sono male, la strada è larghissima, un autostrada a quattro corsie.
L'obbiettivo di oggi è quello di arrivare a Villa Amenegual. Non sono molti chilometri, all'incirca una settantina.
Una Jeep si ferma e scendono un uomo, una donna e la figlia. Sono euforici, ridono e gridano. La donna impugna un panino imbottito in una mano e un succo di frutta nell'altro. Sono per me, perchè sono italiano come sua nonna che di cognome faceva Lombardi. Dicono che hanno incontrato 4 italiani in bicicletta diretti a Usuhaia a circa 400 km da dove siamo adesso. Imprendibili. Quando risalgono in auto addento il panino ed è buonissimo.
Col passare dei chilometri la strada si stringe a strapiombo su di un lago, il fondo diventa sempre peggio.
A tratti sabbioso e a tratti come un letto di un fiume in secca. Pietre grosse come meloni, ananas, arance, pesche, banane, il tutto mentre si sale con pendenze ammazza cristiani. Se sono ancora vivo molto probabilmente è perchè, come dice Don Peppino, sono un talebano.
Salita o discesa non fa molta differenza, si sale a 4,8 km/ora e si scende a 6 km/ora.
Superato uno di questi tratti, parcheggio la bici a bordo strada e tiro un po' il fiato. Dalla salita giunge un auto con a bordo dei bambini. L'auto procede lentamente, l'adulto alla guida ha la faccia seria e punta dritto la bici. I bambini ridono.
Afferro una grossa pietra più serio dell'autista, i bambini non ridono più, l'auto non punta più la bici e mollando la pietra a terra rido io.


 Da qualche giorno hanno fatto comparsa i tafani. Sono perlopiù innocui, mi seguono in coppia, sono indecisi, confusi. Il nero li attira, borse, abbigliamento, casco, manubrio sono neri e vorrebbero assaggiare tutto. Zanzare ne ho viste 2. Strano con tutta quest'acqua mi sarei aspettato una situazione peggiore della Svezia.
Oggi ho fatto i 64 km più duri di tutta la mia breve carriera. Il passo del Gavia in confronto è una bazzecola.
Arrivato al 64° chilometro la strada diventi magicamente d'asfalto e così rimarrà almeno fino a Coyhaique, dicono.

Il sole sta tramontando, chiedo ad una coppia non giovane che sta camminando sul ciglio della strada quanti km dista Villa Amenegual, visto che secondo le indicazioni datemi da un automobilista dovrebbe trovarsi qui.
La risposta e pronta, ferma e urlata, mancano 15 km.
Non ce la posso fare, sono esausto. Non c'è un campeggio prima della città?
Puoi fermarti da noi se vuoi, la settimana scorsa si è accampata una tedesca.
Il posto è super. Ai due lati ci sono 2 montagne innevate, mi sembra d'essere in una cartolina.



Monto la tenda e accendo il fuoco mentre padre e figlia tirano calci a un pallone, il figlio tenta di aggiustare una motosega e la mamma riassetta casa.
Le notti qui sono fredde e umide, non vedo l'ora di chiudermi nella tenda ma non prima del caffè bollente con una sigaretta.
In tenda la luce è accesa, scarico le foto dalla macchina fotografica e scrivo qualche riga per il blog.
Da fuori sento che qualcuno mi chiama. Apro la tenda, è il figlio che mi domanda se non ho niente per il mal di denti. Per il mal di denti non ho nulla, neanche un antidolorifico generico.
Frugo nella borsa dei medicinali se per caso c'è finita un'aspirina. Macchè. Alla vista dei medicinali il figliolo si illumina, vuole sapere a cosa serve ogni medicinale e vorrebbe assaggiarli tutti.
Punto la sveglia alle 7.00 anche se non sarà necessario perchè verrò svegliato dal rumore della motosega.

3 commenti:

  1. hai pensato di aprire una farmacia in quel di Villa Amengual? se chiedono medicine ai cicloturisti deve essercene scarsità?! o forse meglio un bancomat?
    pietro

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  2. ciao talebano... comincio a sentire la mancanza dei tuoi rimbrotti - non ci avrei mai creduto!

    roby

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  3. tu hermano loco28 gennaio 2012 05:21

    jajajja...pensavo che il figlio ti chiamasse alla tenda per tagliarti la testa con la motosega...comunque per il mal di denti vanno benissimo le foglie di coca....solo devi trovare qualche trafficante e comprarti un kg di foglioline e vaiiiiiiiiii come un fulmine!!!!! bravo bravo mario bravo continua cosi ...in bocca al puma!!!

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